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Musica

Milano in ginocchio davanti al Boss

Springsteen regala ai fans un concerto indimenticabile

Prigionieri del rock and roll. travolti da Bruce Springsteen e dalla E street band. Ancora una volta l'Italia è ai piedi di questo straordinario artista del New Jersey che sintetizza il sogno americano e quanto di più bello c'é nella musica popolare, dai padri del rock, alla soul music con un immaginario nutrito dal mito della strada, dell' "andare", della bibbia, del sogno di una terra promessa. A San Siro c'erano 61 mila persone in una serata indimenticabile: d'altra parte con l'Italia il Boss ha un legame speciale, sua madre di chiama Adele Zirilli, e da sempre i nostri fan rappresentano un settore privilegiato dei suoi ammiratori. Springsteen ha proposto una scaletta piena di sorprese, aperta da 'Summer time blues' di Eddie Cochran, un classico del rock and roll. Poi 'Out in the street' e 'Radio nowhere', dal suo ultimo album Magic. Bruce non fa mai un concerto uguale all'altro e, tanto per tenere fede alla sua fama, stasera ha addirittura suonato dei pezzi suggeriti dal pubblico, andando in platea a raccogliere degli enormi biglietti che venivano dati dai fan. Ne è uscito fuori così un brano raro, 'None but the brave', una vera rarità. Come sempre la E street band ha dimostrato di essere la più grande backin' band della storia: il vero luogotenente del Boss sul palco è Steven Van Zandt, il suo vecchio amico, ora ancora più prezioso dopo che il povero Danny Federici se ne è andato. Il duello di chitarre con Bruce in 'Prove it all night' ha tagliato in due la notte di Milano. Da una richiesta del pubblico è uscita fuori una 'Hungry heart' memorabile, con una introduzione alla chitarra acustica seguita, sempre "a richiesta" come diceva Springsteen, 'Darlington county'. 'Because the night' ha dato a Nils Lofgren l'occasione di suonare un assolo di chitarra ruotando come derviscio. Un concerto di Bruce Springsteen ha il sapore delle gloriose review, un concentrato di emozioni e di situazioni diverse, guidate da un personaggio impagabile, un caso unico di autore di alcune delle pagine più belle della musica popolare americana che è al tempo stesso un perfomer strepitoso, un chitarrista trascinante e un cantante che merita di essere inserito tra i grandissimi di sempre. Tra le chicche della serata una versione di 'The promise' con un assolo di pianoforte di Roy Bittan che sarà difficile dimenticare. Un'ordinanza del sindaco prevedeva che il concerto dovesse finire alle 23:30: Springsteen, si sa è abituato a fare concerti che durano anche più di tre ore. A quasi mezzanotte la musica ancora riempiva San Siro dopo un bis che i fan si porteranno nel cuore per lungo tempo: prima la 'Detroit medley', un classico dei suoi concerti, seguita da 'Born to run', 'Rosalita', 'Bobby Jean', 'Dancin' in the dark'. A questo punto lo spettacolo doveva chiudersi con 'American Land' ma l'entusiasmo di San Siro ha travolto anche Springsteen che è tornato in scena per una 'Twist and shout' - un altro classico dei suoi live - che è stato il saluto migliore per un concerto straordinario. Non si può non amare Bruce Springsteen, un'artista che non tradisce mai il suo pubblico, proprio come un fratello di sangue.

Tom Waits dopo nove anni in Italia ed è trionfo

Il popolo di Tom Waits ha dovuto aspettare nove anni per rivederlo in Italia (l' ultima volta fu nel 1999 a Firenze) ma alla fine del concerto al teatro degli Arcimboldi, ieri sera a Milano, nessuno avrebbe giurato che non ne fosse valsa la pena. Per il numero uno dei cantautori di culto, pubblico delle grandi occasioni. Quello di Waits non è un partito di opinione ma di militanti puri e duri, accorsi da ogni parte d'Italia, e molti anche dall' estero, per vedere un artista che si concede poco dal vivo, che fa pochi dischi ma nonostante questo, o forse proprio per questo, riesce a conservare, addirittura a rafforzare il suo carisma. Nessun'altra data in Italia. Poi il 'Glitter and doom tour' farà tappa a Praga, Parigi, Edimburgo, Dublino. segue...

I mille volti di Lenny Kravitz

Il rocker, il bluesman, il cantore di sentimentali ballate pop, l'animale da palcoscenico che sa come entrare in sintonia con il suo pubblico e il grande chitarrista che si concede agli assoli: ha presentato tutti i suoi mille volti Lenny Kravitz durante il concerto andato in scena stasera all'Arena civica di Milano, all'interno della rassegna 'Milano jazzin' Festival'. Il cantante newyorkese, che ha pubblicato otto album nella sua carriera, ha venduto 34 milioni di dischi e ha conquistato le più belle donne del mondo, da Nicole Kidman a Vanessa Paradis, ha offerto una performance fatta di un continuo dialogo con il pubblico e che ha spaziato da brani del suo primo album 'Let love rule' del 1989 fino a pezzi dell'ultimo disco 'It is time for a love revolution', come 'I'll be waiting' diventato oramai una hit. "E' una gioia tornare qua in questa bellissima città", ha gridato Kravitz ai suoi fan (moltissime le ragazze), prima di lasciarsi andare nell'assolo di 'Are you gonna go my way', brano del 1993 entrato a pieno titolo nella storia della musica. Sul palco per l'ultima tappa del suo minitour italiano, dopo Pistoia, c'era Lenny Kravitz ma sembravano esserci anche tutti i suoi padri putativi, quelli che hanno segnato la sua musica, da Jimy Hendrix a John Lennon fino a Miles Davis.

I Police chiudono l'Heineken Music Festival

Non si respirava certo l'aria della disfatta all'Heineken Jammin' Festival dopo la sconfitta dell'Italia ai rigori contro la Spagna. I 25mila del parco San Giuliano sono stati prontissimi ad accogliere i Police che chiamati a chiudere il Festival sono saliti sul palco pochi minuti dopo la fine della partita. ''Mi dispiace per l'Italia'' ha detto Sting che si e' presentato sul palco con la barba e che ha parlato spesso in italiano rivolto al pubblico (da anni ha una casa in Toscana). Da quanto annunciato questo e' l'ultimo concerto del trio in Italia: dopo questo tour che ha fatto incassi record in tutto il mondo Sting, Andy Summer e Stewart Copeland andranno di nuovo ognuno per la sua strada, visto che i rapporti non sono mai migliorati tanto che la riunione non ha generato alcun materiale nuovo. Sul palco naturalmente i tre si muovono con una sicurezza rara, ognuno e' un musicista di altissimo livello, Copeland in particolare e' uno dei batteristi piu' originali della scena mondiale e in piu' hanno un repertorio di canzoni che hanno venduto milioni di copie e che continuano ad essere nel cuore del pubblico. continua...

I Radiohead

I Radiohead battono la pioggia

Avrebbero potuto suonare a San Siro, ma hanno detto no alla Scala del rock, preferendo fare due concerti anziché uno, ma in una sede più centrale come l'Arena Civica, comodamente raggiungibile a piedi o con i mezzi pubblici. Così, quando sulle prime note di '15 steps' la pioggia battente si è improvvisamente placata, qualcuno ha addirittura pensato che fosse il cielo a ringraziare i Radiohead per il loro impegno a favore dell'ambiente. Anche se alla band di Oxford non è riuscito il miracolo di far spuntare l'arcobaleno citato dal titolo del suo ultimo album 'In Rainbows', il primo a essere venduto a offerta libera sul web, ha comunque messo a segno un'impresa non da poco: far dimenticare ai suoi 18 mila spettatori la partita della nazionale, impegnata nella sfida contro la Francia proprio durante il concerto. Almeno fino a quando, quasi al termine del concerto, è stato lo stesso Thom Yorke a dare i risultati della sfida azzurra e di Romania-Olanda, facendo esplodere di giubilo l'arena, fino ad allora riempita solo dal suono ipnotico della band più impegnata del rock che, tra maxischermi, tubi metallici ed effetti di luce, ha voluto sul palco anche alcune bandiere del Tibet, Paese per la cui indipendenza i Radiohead si battono fin dai tempi del loro più noto album 'Ok computer'. Tutto in crescendo il live della band di Oxford, iniziato con una carrellata di brani dall'ultimo album, uscito sul web lo scorso ottobre e solo un paio di mesi dopo in versione de luxe nei negozi. Canzoni come '15 steps' o la ballata romantica 'All I Need', che appaiono come una felice sintesi tra il lato più rock e quello più sperimentale della band, finalmente riuniti nel suo settimo album. Ma sono stati brani come 'Pyramide song', splendida ballata dall'album 'Amnesiac' la hit 'Optimistic' nella seconda parte del live, ad accendere l'entusiasmo dell'Arena, diventato un tripudio sulle note dell'ipnotica Karma Police riservate ai bis, così come quelle di 'Idioteque', che hanno chiuso il primo dei due concerti milanesi, gli unici italiani previsti.

Van Morrison incanta Milano

Non è facile far esplodere la musica 'nera' di Van Morrison, 62enne irlandese ancora sincero, nella lussuosa ed elegantissima sala del Teatro degli Arcimboldi di Milano, che per due anni ha ospitato anche la Scala. Ma 'the Man' ce l'ha fatta, grazie a pezzi sempre bellissimi, una band stratosferica e un pubblico che lo adora. Così il concerto con il quale George Ivan Morrison - il vero nome del monumento di Belfast che in 42 anni ha pubblicato 43 album - ha scelto di sbarcare nell'Europa continentale dopo aver iniziato il nuovo tour in Gran Bretagna, si è trasformato in un tripudio. continua...

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